VENEZIA E L’ARMENIA IN UNA MOSTRA

Posted on gennaio 22, 2012. Filed under: Arte | Tag:, , , , , , , , , |

A prescindere dal fatto che io andrei sempre a tutte le mostre organizzate al Museo Correr (e non ho paura di dirlo), ci sono alcune esposizioni che mi solleticano di più. Quelle che riguardano i libri o la carta sono tra queste. Perchè sono cresciuta in mezzo ai libri. Non tanto (e non solo) leggendoli, ma verificando la loro presenza in qualsiasi anfratto di casa mia, come colonne improvvisate sopra i termosifoni, come paraventi tra una stanza e l’altra, come reggi-tutto e riempi-tutto, insomma protagonisti fisici e assoluti della mia quotidianità.

Quindi credo che da qui al 10 aprile mi prenderò mezza giornata del mio tempo e andrò a visitare “Armenia. Impronte di una civiltà” al Museo Correr. Leggo dal comunicato stampa che, oltre a reperti ed oggetti di immaginabile bellezza ed interesse, ci sarà anche splendido, imperiale e immenso il famoso   “Libro del Venerdì”,  ovvero il primo libro in lingua armena, datato 1512 e stampato proprio a Venezia dal pioniere della stampa armena, Hacob Meghapart. Un libro che ha cinque secoli e che è la Storia di una Nazione e quindi un po’ anche la Storia dell’Uomo.

Per i cuori più arditi, sempre nel medesimo Museo, probabilmente qualche stanza più in là, c’è un altro pilastro delle nostra Storia, la Bibbia di Gutemberg (una delle tre copie presenti in Italia, credo).

Tra l’altro Yerevan, la capitale armena, è stata dichiarata dall’Unesco capitale mondiale del libro per l’anno 2012. Potrebbe essere un motivo valido – per chi ne ha la possibilità – di andare alla scoperta di un popolo che per l’Italiano medio purtroppo, non fosse per la “Masseria delle Allodole”, è alquanto misterioso. E pensare che a Venezia c’è l’Isola degli Armeni, dove c’è una delle Biblioteche più preziose d’Europa.

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Corpi laterali

Posted on maggio 5, 2010. Filed under: Arte | Tag:, , , , , , , , , , , , , |

Spazio Thetis (arsenale novissimo, Venezia) ospiterà da oggi per tutto il mese di maggio, all’interno dell’Officina Lamierini, la mostra di fotografia e nuovi media dal titolo Lateral Bodies.

Curata dal Museo Arterra di Vienna e in particolar modo da Boyoung Song ed Ewald Stastny, la mostra intende esplorare il concetto di corpo inteso sia come figura umana che come forma topografica, paesaggio, oggetto ornamentale, installazione.

Nove artisti di differenti nazionalità saranno messi a confronto per concretizzare il tema dell’impatto, della composizione, dell’essere laterale, appunto.

Nove gli artisti presenti:  Zoe Gruni – Italia,   Yves Hayat – Francia,   Jongku Kim – Korea,   Maria Veronica Leon – Ecuador, Malone – Francia,  Maria Luisa Perez Pereda – Spagna,   Eva Petric – Slovenia, Giada Ripa – Italia, Agata Zbylut – Polonia

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l’importanza della tartaruga

Posted on aprile 22, 2010. Filed under: Arte | Tag:, , , , , , , , |

E’ un omaggio alla lentezza la serie di incontri promossi dalla Fondazione Querini Stampalia di Venezia in occasione della XII Settimana della Cultura ed intitolati ‘W la tartaruga. Tecniche di rilassamento e meditazione in Museo”, un invito a riprendersi il tempo.

Il primo appuntamento è in programma oggi. Per nove incontri pomeridiani la conduttrice Barbara Boghich accompagnerà i partecipanti a vivere esperienze di autocoscienza in un ambiente insolito e coinvolgente come il portego del Museo della Fondazione attraverso la meditazione nello stile Zen. Gli appuntamenti successivi sono: 29 aprile, 6, 13, 20, 27 maggio, 10, 17, 24 giugno.

Particolare il curriculum della conduttrice, che oltre ad essere diplomata in Kinesiterapia a Berlino con pluriennale attività professionale in Germania, Finlandia, Inghilterra, Italia, ha anche conseguito i diplomi in ‘Terapia Iniziatica’ presso il Centro di Formazione e di Incontro di Psicologia Esistenziale e quello di Maestra del ‘Gioco dei Gesti Iniziatici’ conseguito nel Centro di Formazione Ostertag.

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A SCUOLA DI GUGGENHEIM

Posted on aprile 6, 2010. Filed under: Arte | Tag:, , , , , , , , |

Dal 7 all’11 aprile la Collezione Peggy Guggenheim ospita la mostra Arte, Scienza e Scuola, frutto dell’annuale progetto rivolto alle scuole di ogni ordine e grado del Veneto, “A scuola di Guggenheim”, che quest’anno gode della preziosa collaborazione con la Fondazione Marino Golinelli di Bologna.

Nonostante ad un primo sguardo arte e scienza sembrino discipline inconciliabili per il tipo di tematiche affrontate e per le modalità progettuali utilizzate, esistono tuttavia molteplici affinità tra le due, a partire dal linguaggio: entrambe condividono infatti un lessico specifico fondamentale per descrivere i propri processi metodologici. Accanto alle affinità lessicali, i due saperi possiedono inoltre profonde vicinanze metodologiche. Spesso scienziati e artisti vengono percepiti come figure incompatibili per il tipo di lavoro che svolgono e per le questioni tematiche che affrontano. Al contrario, entrambi sviluppano la loro ricerca partendo dall’osservazione della realtà, della società e del contesto in cui operano. Da sempre gli artisti hanno osservato i cambiamenti culturali e sociali della contemporaneità sulla quale essi si interrogano e della quale diventano interpreti. Molto spesso questi processi di cambiamento sono stati indotti da nuove scoperte tecnologiche e scientifiche. In modo parallelo e speculare, la ricerca scientifica “invade” sempre più frequentemente ambiti che implicano profonde problematiche culturali, etiche, sociali, dimostrando come arte e scienza abbiano di fatto una fortissima vicinanza con la nostra attualità.

Il percorso espositivo del Guggenheim presenta i lavori realizzati dalle classi sulla base delle diverse tematiche proposte durante le varie fasi formative del progetto e propone un’introduzione sulle figure dell’artista e dello scienziato, per proseguire poi con l’esplorazione trasversale delle problematiche legate ai sensi e alla percezione, approfondendo argomenti quali l’astronomia, la materia, il concetto di vuoto e il rapporto tra follia e genialità. La mostra sarà caratterizzata dall’eterogeneità dei lavori scelti, tra cui troveranno spazio due installazioni collettive che hanno visto la partecipazione di studenti provenienti da più scuole. La realizzazione di queste opere è stata possibile grazie al Kit d’artista, che ha offerto la possibilità a ciascun partecipante di ideare un elemento per la grande installazione collettiva finale, permettendogli così di rapportarsi con altri alunni in un progetto collegiale.
 
Sperimentato per la prima nel 2003 , “A scuola di Guggenheim” ha contato solo nel corso dell’anno 2008/09 la partecipazione di 5.263 studenti, insieme a 622 insegnanti. Numeri davvero importanti per una nuova generazione all’insegna dell’arte

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Quando i Dogi regalavano “anatre”

Posted on marzo 28, 2010. Filed under: Mostre | Tag:, , , , , , , , , |

Mancano pochi giorni alla chiusura della mostra “Oselle Veneziane. Il DONO DEI DOGI”, che espone per la prima volta a Venezia, nelle Sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, la collezione di Oselle della Banca Popolare di Vicenza, l’unica raccolta privata completa delle preziose monete dogali attualmente visibile al pubblico.

In amostra c’è l’intero corpus di oselle – monete considerate fra le più importanti al mondo per bellezza iconografica e significato storico – che i Dogi donavano ogni anno alle famiglie nobili della Serenissima in sostituzione dell’antico dono tradizionale di anatre (“oselle”, appunto, in lingua veneta). Attraverso una paziente ricerca sui mercati numismatici nazionali ed internazionali, durata oltre dieci anni, la Banca Popolare di Vicenza è riuscita a raccogliere, riportandole in Veneto, tutte le Oselle costituenti la storica serie coniata in 275 anni dalla Serenissima, a partire dal 1521 fino alla sua caduta.

Io ho avuto l’opportunita’ di vederle esposte nella loro sede usuale – che è il caveau della sede della Banca, a Vicenza – ma credo che poter ammirare queste monete rarissime nei luoghi dove forse, 5 secoli fa, sono state assegnate con emozione e riconoscenza, sia sicuramente più suggestivo.

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OCIO CIO’

Posted on marzo 23, 2010. Filed under: Iniziative | Tag:, , , , , , , , |

Informare ballando. Il Comune di Venezia l’ha pensata così: alternare passi di danza ad informazioni utili sulla sicurezza personale.

Partono questo pomeriggio alle 15.30 al Palaplip di via San Donà 195, a Carpenedo (ingresso libero) gli appuntamenti della programmazione primaverile di “Ocio che si balla!”, una serie di pomeriggi danzanti per i “giovani della Terza età” in cui vengono dispensati consigli su come difendersi da scippi, furti e truffe.

La grande sala del PalaPlip verrà di volta in volta attrezzata con oltre 300 posti a sedere per cercare di ospitare comodamente gli anziani, con il sottofondo della musica live suonata dall’ “One man band” di Enzo Ferraresi.

Il nuovo ciclo avrà cadenza quindicinale, sempre di martedì ed è promosso dall’Unità operativa Attivazione Risorse della Direzione Politiche sociali, Partecipative e dell’Accoglienza del Comune di Venezia, dalla Municipalità di Mestre Carpenedo e dall’Associazione Arcobaleno.

E non è finita. La settimana scorsa, nel pomeriggio di anticipazione dell’iniziativa, mentre si ballava e si ascoltavano consigli su come difendersi dai lestofanti, si è fatta anche beneficenza. Sono stati cioè raccolti 302 euro che – su indicazione del Coro Barcarola, protagonista dell’evento di mercoledì 17 – saranno devoluti a Emergency.

I successivi appuntamenti sono previsti: il 6 e 20 aprile; il 4 e 18 maggio e il 1° giugno.

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VENEZIA MAN(N)ARA

Posted on novembre 30, 2008. Filed under: Artisti | Tag:, , , , , , , , |

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Leggevo un’intervista a Milo Manara sul Gazzettino Illustrato in cui l’artista racconta i suoi prossimi progetti e alcuni sogni nel cassetto tra cui una possibile Biennale del Fumetto proprio nel capoluogo lagunare.

La boutade è di quelle grosse: una Biennale che avrebbe Hugo Pratt come nume tutelare. Amanti o meno del fumetto d’autore, è una prospettiva che ci fa respirare atmosfere di sognanti utopie culturali. Mentre i “grandi”progettano, noi aspettiamo, usando come palliativo di lusso “Nuovi Sogni”, il prossimo allestimento alla Fondazione Quercini Stampalia, evento di punta delle prima edizione della Rassegna Venice Comic Art Festival.

Per Nuovi Sogni Milo Manara ha realizzato appositamente molte opere, tra cui due quadri ad olio della serie del Pittore e la modella, uno ispirato a Tiziano “per la capacità di trasmettere quella sensualità profondamente veneziana”, l’altro a Paolo Veronese “allo spirito edonistico e libero che incarna”.

Diversamente da un’antologica, tutte le opere esposte sono inedite e quindi si potrà vedere tutto quello che in questo momento sta bollendo in pentola. Fumetti come Borgia, scritto con Jodorowsky e Pandora, scritto con Vincenzo Cerami (che saranno pubblicati in Italia solo l’anno prossimo). Ci sarà anche una parte del grande lavoro fatto per Dino De Laurentis per il film di Barbarella e le anticipazioni grafiche per il progetto di un film che è ancora in piedi sull’Odissea.

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BOLZANO E LA LUNGA NOTTE DEI MUSEI

Posted on novembre 27, 2008. Filed under: Arte | Tag:, , , , , , , , , , , , |

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E’ sicuramente uno degli eventi culturali più importanti della città di Bolzano quello che si ripresenta il 28 novembre con la “Lunga notte dei musei”. Prospettive insolite in orari inconsueti e porte aperte dalle ore cinque della sera fino alle ore 1.00 di notte. Un’occasione unica di vedere mostre e collezioni artistiche, culturali e scientifiche in un clima festoso, con spettacoli di ogni genere ad animare la notte autunnale, che offre anche la possibilità di sbirciare all’interno di cantine, torri e sale solitamente non accessibili al pubblico, il tutto con accesso gratuito. Sono otto le tappe di questa notte bolzanina: Castel Roncolo, Museo Civico, Museo Archeologico dell’Alto Adige, Museo della Scuola, Museion, Tesoro del Duomo di Bolzano, Museo Mercantile, Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.

Lo scorso anno l’iniziativa ha raccolto l’adesione entusiastica di 20.000 persone.

Quest’anno anche una piccola novità:  nelle principali chiese e sale del centro storico si svolgeranno una serie di concerti sulla tradizione dell’Avvento dei popoli, con canti tradizionali e letture inerenti al periodo, per un avvicendamento di culture delle diverse.

 

Dopo una breve ricerca ho verificato che l’altra più importante iniziativa dedicata ai Musei Notturni, è a Bergamo (per tutta l’estate, ma solo fino a mezzanotte). Iniziative spot sono a Milano (solo qualche museo e solo fino al massimo alle 22) e a Roma (solo durante l’amministrazione Veltroni e comunque i musei chiudevano alle 23.30)

 

Esiste poi una collaudata manifestazione a livello nazionale – Arte sotto le stelle – che, da metà giugno a metà luglio apre le porte, oltre le 20 disera, di alcune collezioni importanti. Nel Nordest, ad aderire non sono molte realtà culturali, in Friuli solo il Castello Miramare e, in Veneto, la Galleria Accademia di Venezia e Villa Pisani a Stra.

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Lirica, non c’è due senza tre …

Posted on ottobre 13, 2008. Filed under: Musica | Tag:, , , , , , |

Leggo da una mail inviatami dalla Regione che hanno fatto nascere il terzo polo lirico del Veneto. Il terzo, sissignore. Suppongo che diano per scontato che ogni utente culturale del veneto sappia quali sono i primi due.Pensatcei un po’… 3, 2, 1: il Teatro la Fenice di Venezia e l’Arena di Verona! Bah… e io che mi immaginavo tipo uno stabilimento con fuori il cartello “Polo della Lirica n° 1”, nascosto tra le vallate di Chiampo, con dentro rinchiusi a ugolare sensa sosta fior fior di cantanti…

La prima produzione sarà “La Traviata” di Giuseppe Verdi che andrà in scena il 17 e il 19 ottobre al Teatro Sociale di Rovigo per passare poi in dicembre al Palabassano a Bassano del Grappa e al Teatro Verdi di Padova. Il progetto alla base di questa iniziativa si chiama Li.Ve (Lirica Veneta) ed è nato, a quanto ho capito, grazie alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Regione e tutti gli attuali produttori di lirica del Veneto.  

Allora mi sono chiesta chi erano ma ‘sti produttori lirici (che peraltro devono essere – leggo – “riconosciuti dal Ministero per i beni e le attività culturali”).  E già mi ri-immaginavo questi mega affaristi vestiti stile Regimental con blocchi di contratti sotto un braccio, telefonino sull’altra mano, pronti a scritturare anche la pescivendola sotto casa… no no no. I produttori lirici del territorio veneto sono: il Comune di Padova, il Comune di Rovigo-Teatro Sociale, il Comune di Bassano del Grappa e Teatri spa di Treviso. E io che mi credevo… vabbè. Spesso la realtà è molyo meno avvincente della fantasia.

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C’era una volta Venezia, la pioggia e…

Posted on settembre 23, 2008. Filed under: Arte, Mostre | Tag:, , , , , , , , |

 … e una storia da raccontare.

Squilla il telefono sabato mattina. Non faccio in tempo a rispondere: guardo il display, è un numero strano. Non è italiano ma ha un che di familiare. Lo richiamo o no? Alla fine mando un sms “Gena, it’s you?”. Perchè l’unica possibilità è che sia Gena, la responsabile del Dipartimento Coproduzioni Internazionali di MRTV, la tv nazionale Macedone con cui collaboro. Il telefono squilla ancora. Ecco di nuovo il numero strano. Non è Gena, però, è Lydia. Occhi azzurri, inglese terribile, vestiti bucherellati dalle tarme. Me la ricordo bene: è una delle giornaliste culturali della Rete Macedone. Mi aveva promesso che se fosse venuta in Italia mi avrebbe chiamato ma per farlo ha scelto una delle mattine meteorologicamente più infernali degli ultimi 6 mesi.

Così, mentre l’Uragano Kathrina, tentava di distruggere la mia povera Lupo, sono riuscita a raggiungere Piazzale Roma. L’appuntamento – per un caffè – era al Collegio degli Armeni, dove si sarebbe inaugurato il padiglione macedone di architettura all’interno della Biennale. Mi sono trascinata dietro anche un ombrello per raggiungerlo ma, si sa, a Venezia il problema non è tanto l’acqua che cade dall’alto, ma quella che sale dal basso!

Praticamente solo a metà strada avevo già fatto fuori il paio di (furbissime) espadrillas che avevo scelto per l’ottima giornata e i miei pantaloni di (spero) vero cotone made in China si erano sciolti fino al ginocchio, quando ho intravisto un bel sotoportego dove rifugiarmi dalla furia degli eventi.  

Lì, in mezzo alle pantegane e al sudiciume, c’erano altri due ragazzi che cercavano un modo per salvarsi dall’umidità. Uno alto, uno basso. Uno visibilmente straniero, l’altro visibilmente italiano. Tra di loro parlavano inglese. Non c’era altro da fare che attaccare bottone. Così scopro che l’italiano è un architetto bolognese che accompagnava l’amico architetto straniero a salutare il fratello che esponeva al Collegio degli Armeni. Che coincidenza, ho pensato. Tutti diretti là.

Passano 10 lunghissimi minuti di chiacchiere e pioggia. Poi decidiamo tutti e 3 di affrontare il muro d’acqua, unendo gli ombrelli, per raggiungere la Biennale. Come in un unico abbraccio, come The Dreamers, come in un piccolo sogno affogato dalla pioggia torrenziale. Arriviamo al Collegio fradici e stupiti di questa piccola avventura bagnata, durata lo spazio di qualche metro, intensa oltre le parole.

All’interno del Palazzo l’acqua alta aveva già inghiottito la metà delle paia di scarpe griffate di consoli, ministri e ambasciatrici. Ci separiamo: loro cercano il fratello dell’architetto straniero, io cerco Lydia.

Ci ritroviamo tutti in una sala: Lydia stava intervistano dil fratello dell’architetto straniero. Evidentemente, quel giorno, il nostro incontro, era proprio destino.

Un saluto quindi ai miei nuovi amici: Jovan, Giovanni, Enka.

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