Infelicità dell’era globale

Posted on maggio 18, 2008. Filed under: Arte | Tag:, , , , |

Leggo, vi giro e rifletto su quanto sto leggendo in questo fine settimana davvero infame per la sottoscritta.

Su “D La Repubblica delle Donne” ieri c’era un’intervista piuttosto interessante con Vincent Delacroix, 38enne filosofo francese, riguardante i giovani e la loro (nostra?) infelicità in un’epoca intessuta da relazioni globali, in un fermento di stimoli che poce generazioni prima avevano subito.

Perchè sembra che noi giovani siamo davvero infelici. Nonostante tutto. Nonostante le gioie materiali e sensoriali, siamo davvero poveri. In modo particolare, spiegava Delacroix, proprio i Blog – come questo – o i social network come Facebook (di cui ho già scritto), ridurrebbero in pezzi  sempre più infinitesimali la possibilità di comunicare. Le possibilità della rete, quindi, sarebbero un’illusione che non pone al centro l’individuo e il suo pensiero, ma anzi strizzerebbero l’occhio  a un’evanescenza, una debolezza e una superficialità di vivere e sentire socialmente tipiche di una solitudine globale. Ovvero l’infelicità.

C’è una verità così totalizzante in questa analisi, di per sè piuttosto semplice,  che mi fa stare quasi male. Io stessa non ho mai avuto tanti contatti, tanti amici, tanti conoscenti come i questo momento della mia vita grazie a Skype, il famigerato Facebook, questo Blog, e tanti altri strumenti su cui non mi sto a dlungare. Ma quanto sono reali questi rapporti? Davvero poco. Perchè una mail, una chat, e forse neppure una telefonata riescono a sostituire il vuoto di una vita vissuta attraverso un monitor.

Certo c’è ance di peggio. “Potrebbe piovere”, direbbe Mel Brooks. Bene. Oggi piove a Padova.

Per fortuna, proprio nell’ultima riga, Delacroix consiglia una ricetta per salvarsi dalla disperazione: “Inventando storie: raccontandosi e raccontando”.

Grazie Vincent-filosofofrancese. Vediamo se funziona…

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