Tutti noi siamo ciechi della ragione

Posted on aprile 7, 2008. Filed under: Arte, Letteratura | Tag:, , , , , , , , |

“Cecità” di J. Saramago è un libro per l’umanità. Una riflessione triste su quello che la nostra società è diventata, ignorando – di volta in volta – pezzi di realtà, fino a non vedere più nulla. Io l’ho letto per caso più di 10 anni fa, appena uscì, nel ’96, e mi sono innamorata della prosa saggia e delle tematiche universali di questo scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Ora scopro da Intenet che sta per uscire un film con Julianne Moore e Mark Ruffalo (http://video.msn.com/video.aspx?mkt=en-us&vid=b10fe33d-d3a1-40b8-9bde-b6beb383360f)

Non so se gioire. La “riscoperta” dei buoni libri attraverso i film mi è sempre stata sospetta. Io non credo lo andrò a vedere. Leggere Cecità è stata un’esperienza personale, emotiva e intellettuale, davvero forte, per certi versi angosciante, di sicuro irripetibile. Come per ogni libro poi – e a maggior ragione per questo, così indefinito, così “ideologico” – il valore aggiunto è crearsi i propri luoghi, i personaggi e contribuire così alla continuazione della riflessione che l’autore propone. 

Non è un libro semplice (quando mai le riflessioni sono semplici?). I protagonisti non hanno nome, attraversano le pagine con la sola forza della loro personalità, immersi dall’inizi alla fine in una cecità lattea, bianca, anormale e paradossale. La punteggiatura non esiste, viene rispolverato lo “stream of consciousness” Joyciano, ma con un calore e un trasporto che solo un autore portoghese poteva riprodurre. Questo porta a sbilanciare verso una spirale emotiva sempre più angosciante e profonda la storia che viene raccontata da Saramago. Dal primo, strano caso di cecità della prima pagina, si passa già nelle righe successive ad un’intera città vittima della cecità bianca: i nuovi cechi devono riorganizzarsi al più presto, ritornare alla vita normale, ma gli ordini vengono sovvertiti a causa di questa misteriosa piaga. Il “come” è la materia del libro.

Nonostante la traduzione italiana di Cecità sia veramente buona, per capire meglio il significato del libro e il senso con cui è stato scritto (e dovrebbe essere letto), dovete sapere che Saramago ha sepre considerato il suo capolavoro letterario un “esaio”, che in portoghese è, appunto, un saggio. Tanto è vero che “Saggio sulla lucidità” (Einaudi, 2004), che è la continuazione ideale di “Cecità” , è stato giustamente proposto ai lettori con tale titolo. Apro una velocissima paretnesi su Saggio sulla lucidità : leggetelo! I protagonisti sono gli stessi di Cecità, ma questa volta l’epidemia che devono affrontare è quella delle elezioni e della democrazia. Veramente d’attualità.

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