La Grande Guerra a teatro e in musica

Posted on marzo 20, 2008. Filed under: Teatro | Tag:, , , , , , , |

Lo spettacolo “Il Piave Mormorava”, ideato e messo in scena dal Teatro dei Pazzi è bello. Nonostante il tema, è pure divertente, portato avanti con una sorta di ironia amara. Poi c’è il Coro di San Donà di Piave che rende la parte musicale molto suggestiva. Detto questo, vorrei parlare di musica.Perchè “Il Piave mormorava” a me fa venire in mente soprattutto e solamente la canzoncina che mi hanno insegnato a scuola: ero così orgogliosa di ricordarne ancora oggi tutte le parole e invece, con una piccola ricerca su Internet vao a scoprire che la canzone è molto ma molto più lunfìga della semplice strofa che forse hanno insegnato un po’ a tutti.

Bene, dopo l’ultimo, soddisfacente grido “Non passa lo straniero”, il testo e la musica continuano… Non solo! Il titolo ufficiale della canzone non è neppure “Il Piave mormorava” ma … “La leggenda del Piave” che è un’appassionata rievocazione di quattro momenti drammatici della guerra illustrati da ciascuna strofa della canzone: la marcia dei soldati verso il fronte (quella che conosciamo tutti), la ritirata di Caporetto, la difesa del fronte sulle sponde del Piave e la vittoriosa offensiva finale.

Le vere, ultimissime, strofe finali della canzone secondo me sono molto più belle e significative del non passa lo straniero…  Sentiamo un po’…  (altro…)

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Un giorno anche mio

Posted on gennaio 27, 2008. Filed under: Iniziative | Tag:, , , , , |

Il Museo dell’Internato ignoto di Padova

Oggi si celebra il Giorno della Memoria.

Per vari motivi ho deciso che non era il caso di trattare in “6 X 1” questo argomento perchè sarebbe stato messo in coda a servizi di natura molto più leggera, seppur – spero – mai banali.

Al di là delle formalità, riflettevo che questo giorno, un po’ è anche mio.

Nostro.

Perchè la mia (sto parlando ai 30enni) è una generazione che si porta dietro 2 grandi fortune. La prima, che condividiamo con i nostri genitori, è quella di non aver vissuto una guerra in prima persona. La seconda è che siamo ancora una generazione, forse l’ultima, che ha avuto la possibilità di avere almeno un parente (i nonni) testimone diretto dell’immensa tragedia di un conflitto.

Questo significa che, almeno per quanto mi riguarda, anche se non ho vissuto la guerra, questa fa parte del bagaglio culturale e umano della mia famiglia.

Stavo quindi pensando, proprio oggi, che tutti i miei 4 nonni hanno vissuto la guerra. Tutti se la ricordano. Ognuno di loro me l’ha raccontata almeno una volta. Ognuno di loro mi ha confidato che, se aveva incubi la notte, il sogno parlava di guerra, di scene, privazioni e violenze che avevano già vissuto in quel frangente. Nessuno di loro si è mai dimenticato, anche se hanno più di 80 anni, i rumori delle sirene antiaree o le deflagrazioni dei bombardamenti.

Se infine penso che proprio mio nonno è stato in guerra come ufficiale, fatto prigioniero e internato in un campo di lavoro, beh… credo che il Giorno della Memoria sia davvero anche un po’ mio…  

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