Un Blog è per tutti?

Posted on agosto 20, 2008. Filed under: Arte | Tag:, , , , |

Seguo con interesse – e quindi intervengo – al dibattito comparso su alcuni Blog (locali e non) come “Maestrini per caso” e “Knowledge Ecosystem” sul tempo dedicato quotidianamente alla Rete. E con questo continuo il già iniziato discorso sull’ozio, inteso come “tempo creativo”.
Il Post iniziale era questo: Chi l’ha detto che Internet necessariamente ruba il tempo a cose più importanti? Da dove viene fuori – se non da luoghi comuni indimostrabili – quest’idea che è l’online di per sé a essere alienante? Che stare su Internet fa male? Che è meglio frequentare persone noiose nella “vita reale” che persone interessanti online? Che gli atomi sono qualitativamente meglio dei bit? Che quello che conta non è la qualità dei contenuti ma un’ipotetica qualità intrinseca del medium?

Io aggiungerei questo n°1:  Tutto vero. Ma, per piacere, non cadiamo nella demagogia. Il mezzo “è” il messaggio. Fareste voi il genitore al telefono perchè tanto “l’importante è l’amore a prescindere dalla modalità di comunicazione”? Siamo sicuri che un bel diploma della famosissima Scuola Radio Elettra (la prima scuola italiana “via posta”) corrisponda ad un diploma preso sui faticosi banchi di un qualsiasi Istituto Tecnico di Provincia? E… l’amore? Il sesso? l’odio? il disprezzo? e tutta la numerosissima gamma di sentimenti e relazioni che esistono nel cuore di una persona? che fine fanno?

Io credo che, come al solito, ogni mezzo di comunicazione abbia i suoi limiti. E che non sia mai opportuno esaltare un mezzo piuttosto che un altro. E’ pur vero che le potenzialità di Internet sono per la maggior parte sottovalutate dall’opinione pubblica, che ancora si dimostra refrattaria ai nuovi media, tuttavia penso che per noi siano ancora lontani i tempi in cui le interazioni migliori si realizzeranno attraverso una macchina. E con macchina intendo anche il telefono, per carità. Di certo è da miopi escludere che la Rete impedisca tout court relazioni qualitative; ed è ancora più certo che ci sono in circolazione un sacco di persone noiose con cui una relazione vis à vis di qualsiasi genere è da evitare. Però, però…  perchè non ammettere semplicemente che per alcuni tipi di relazione (lavoro, approcci a distanza, corrispondenza, keep in touch) le Rete può essere una vera – se non unica – risorsa ma che per molti altri rapporti (leggi affetti) è uno squallido surrogato?

Da questo a dire che la dimensione on line è solo una perdita di tempo, ce ne passa. E poi anche la Rete è ormai entrata a far parte, a buon diritto, della vita reale quindi finiamola con le distinzioni.

— Poi l’amico Gino Tocchetti ha aggiunto questo: Il fatto e’ che internet non e’ per tutti, come leggere libri non e’ per tutti, come andare a visitare un museo non e’ per tutti, come impegnarsi nel volontariato non e’ per tutti, andare a fondo alle cose non e’ per tutti, confrontarsi col diverso non e’ per tutti… E Tutti alla fin fine deve sparare la sua.

Io aggiungerei questo n°2: Gino Tocchetti ha sottolineato un’aspetto importante della questione, la soggettività dell’approccio alla Rete. In altre parole, Mr. DD, il Digital Divide, ovvero, il divario digitale che ormai divide la popolazione mondiale tra coloro che “gl’à fanno” e coloro che “non gl’à fanno”, tra coloro che sono aperti alla Rete e quelli a cui invece non interessa. Oppure, senza andare tanto in là nelle giustificazioni social-tecnologiche, la Rete non è per tutti. Avere un Blog non è per tutti. Senza discriminazioni. Nessuno è obbligato alla Rete. Non deve piacere a tutti i costi e non è certo necessaria a chi ne ha sempre fatto a meno. Più semplicemente: se la vuoi è tua, se non la vuoi, non succede nulla. Nessuno ha torto, nessuno ha ragione. E’ questione di scelte.

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