Gli eterni infelici bambini di Mamoru Oshii

Posted on settembre 3, 2008. Filed under: Arte, Cinema | Tag:, , , , , , , , |

Siccome sono un po’ masochista ieri sera mi sono cimentata con il cinema d’animazione giapponese e ho visto Sky Crawler dell’ormai mitologico regista giapponese Mamoru Oshii.

Sono entrata in sala perchè pensavo di rivedere un po’ Ghost in the Shell che, seppure molto distante dai miei gusti cinematografici ed estetici, era, a mio giudizio, un prodotto diverso, quindi degno di interesse, però mi sono ritrovata a consultare l’orologio ogni 5 minuti: due ore di combattimenti aerei legati assieme dalla solita, solo accennata, problematica ontologica dell’essere o non essere, essere di più, essere di meno, essere in compagnia, essere da soli.

Una grafica impressionante (ma solo per gli oggetti inanimati), una storia vagamente interessante che esce piano piano dal solito panorama pseudo-post-atomico (ma sempre con quel filo di perversione e contorcimento che piace tanto agli orientali): io l’ho visto così.

So che risulterò molto impopolare perchè Oshii, il suo messaggio e i suoi prodotti animati sono ormai pietre miliari del cinema mondiale, culto di un’intera generazione di appassionati, però io proprio non ce la faccio a buttare giù 122 lentissimi minuti di esistenzialismo sul mondo cibernetico. Dialoghi carenti, poco pathos, nessun sensazionalismo e un ritmo ipnotico stile teletubbies, Oshii si riconferma come autore di un cinema difficole, non per tutti, sicuramente a suo modo affascinante ma francamente un po’ troppo sopra (o sotto) le righe.

Ai posteri l’ardua sentanza.

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