DI CEPPI, ASTE E BATACCHI…

Posted on maggio 8, 2009. Filed under: Iniziative | Tag:, , , , , , |

campane

L’ultimo appuntamento con i batacchi è dopo-domani, 10 maggio, a Villa Fogazzaro-Colbachini (Montegalda , Vicenza). Alle 21 risuoneranno le vibrazioni delle campane del Muvec, il Museo Veneto delle Campane che chiuderà in questo modo la sua 5° Stagione Concertistica. Da ottobre ad oggi ci sono stati 7 concerti, uno più diverso dell’altro, con un unico comune denominatore: le campane! Singolare, vero?

Il MuVeC è una realtà che credo sia praticamente unica in Italia. Innanzi tutto ha una direttrice donna, il che non guasta, almeno a me. E poi, oltre a proporre un’arte ormai dimenticata, la rende viva con questi concerti che vengono sostenuti da imprenditori privati del territorio, in un interessante esempio di mecenatismo moderno.

Eppure, nonostante i ceppi, le aste e i batacchi sembrino epiteti equivochi, sono l’espressione di una realtà culturale molto più diffusa di quanto si possa pensare.

L’Italia è disseminata di campane famose: la più grande è a Rovereto (La campana dei Caduti “Maria Dolens”); sempre nell’alto triveneto c’è la campanona di Plan de Corones (ma è una campana moderna); non “vive” a Nordest ma qui è nata – a Padova, per la precisione – la campana di Cristo Re della cattedrale di Messina. Fantastici sono i nomi che hanno dato gli inglesi, nel corso del secoli, alle loro campane storiche: il Great Paul (letteralmente la “paolona”), il Great George (la “giorgiona” della cattedrale anglicana di Liverpool) e il Big Ben (la “beniamona” dell’orologio del Parlamento). Ma la campana più grande del mondo è a Mosca, al Cremino ma, sorpresa sorpresa, non ha mai suonato perché era troppo gigantesca (198 tonnellate!!).

Nonostante tutti i Governi che si sono succeduti in Italia, in materia di protezione dei beni ambientali, ne abbiano fatte di cotte e di crude, per quanto riguarda le campane vige invece una regola interessante: quelle che superano i 50 anni dalla fusione sono considerate un bene artistico, tutelato quindi dalla Soprintendenza e non possono quindi venir alienate o rifuse. Del resto la particolarità dell’Italia sta anche nella sua “campanarietà diffusa”, passatemi il termine: abbiamo sistemi di suono e di montaggio di campane che variano da regione a regione (ed a volte tra le singole province), tanto che sono nate diverse società ed associazioni di campanari per salvaguardare e promuovere questa antichissima arte. La realtà veneta più interessante e rappresentativa è appunto il MuVeC, con cui ho aperto questo post. Però, sempre in Veneto, abbiamo anche i Campanari Veronesi. Non ne conosco altre. Ma se avete segnalazioni, sarebbe davvero divertente capire quanti appassionati di ceppi, aste e battacchi ci sono in giro…

Make a Comment

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: