Un’arte da pazzi

Posted on ottobre 17, 2008. Filed under: Arte, Iniziative | Tag:, , , , , |

Un momento della presentazione dell'iniziativa, a Verona

Un momento della presentazione dell'iniziativa, a Verona

Da sempre si discute in Occidente sul binomio arte/follia, ma solo a partire dagli anni 20 del novecento viene riconosciuta alla produzione psichiatrica qualche valenza artistica, nella convinzione che non esista un’arte dei sani e un’arte dei folli, ma, se valore artistico c’è, la situazione psico-sociale dell’autore deve risultarci del tutto secondaria. Questo processo di valutazione della forma, al di là di chi la produce, ha portato alla riabilitazione di molta produzione realizzata nei luoghi di cura, proprio laddove la sensibilità umana si fa più acuta. Molti artisti contemporanei hanno aperto atelier negli ospedali psichiatrici, sicuri di poter attingere ispirazione a contatto con artisti meno fortunati che si sono trovati a vivere esperienze di malattia (Arnulf Reiner, Claudio Costa e molti altri). Da questi atelier sono uscite opere importantissime. A Verona, per esempio, le opere di Carlo Zinelli, già noto a Dubuffet, a Breton e a tutta “La compagnie de l’art brut”.

L’anno prossimo l'”arte dei pazzi” invaderà anche il Veneto grazie ad un’iniziativa portata avanti da … una casa farmaceutica!!!

 

Pittori, fotografi e scultori “outsider” verranno ricercati negli atelier d’arte di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia e con il contributo dei medici dei Dipartimenti di Salute Mentale, che segnaleranno eventuali casi di cui sono a conoscenza. Tutte le opere selezionate saranno esposte in una mostra allestita a partire dalla primavera del 2009.

 

“Ormai lontani dall’utilizzo delle opere d’arte a fini diagnostici, fa piacere rendersi conto che sempre più anche il mondo della scienza – non avvezzo, per metodo, allo sguardo poetico – guarda al prodotto artistico per la sua valenza di patrimonio culturale universale e che anche chi si occupa solo ed esclusivamente di produzione farmaceutica è disposto a promuovere un “qualcosa” che sfugge al controllo scientifico e che non può che essere accolto come il momento sano di ogni essere umano, il momento in cui i limiti della comunicazione vengono superati, il momento in cui ci riconosciamo tutti, attraverso il segno, la forma, il colore, nella stessa grande, straordinaria, multiforme famiglia dell’ Umanità” ha affermato Daniela Rosi, coordinatrice del progetto “Outsider Art” per l’Accademia di Belle Arti di Verona e per il centro Franca Martini A.T.S.M. di Trento (nella foto qui sotto).

 

 

Un altro momento della presentazione

Un altro momento della presentazione

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