Electroblog 2008
Negli ultimi anni ciò che ruota attorno alla parola elettronica è divenuto un fenomeno sociale con un fortissimo potere di aggregazione non solo giovanile. Insomma un fenomeno di massa.
E’ in quest’ottica che si è sviluppata la terza edizione di Electroblog a Trieste, festival di cultura elettronica ed arte digitale.
L’anno scorso la rassegna aveva fatto il pienone: 10 mila presenze nei tre giorni di programmazione. Quest’anno, di fatto, tra il 18 e il 20 settembre, ha replicato il successo.
Punto di forza di questa iniziativa (e mentre lo dico sottolineo che Trieste si riconferma in ogni occasione una fucina di idee più di ogni altra città del Nordest) sono le location destinate ad accogliere il festival: luoghi non convenzionali come i vecchio magazzini del Porto, o come gli stabilimenti balneari in disuso.
Fascino retrò, o melò, associatoi ad una musica che ti perfora timpani e anima.
Gli artisti presenti erano 26. Io non li conosco benissimo ma i soliti ben informati mi dicono che è meglio citare gli inglesi The ORB, lo statunitense Carl Craig e il giovane prodigio Nathan Fake.
Per capire un po’ di più quel che è successo segnalo: www.myspace.com/electroblogfestival
E’ la seconda edizione che mi perdo tra una cosa e l’altra.
Ma vedendo il calendario degli ospiti, credo di aver perso ben poco. Nemmeno l’ombra di electroclash, ebm, tecno minimale. Eppure basterebbe varcare il confine di Basoviza o di Fernetti per scoprire il mondo dell’elettronica di “gusto”, quello che non si limita all’unz unz. Poi ci si trasferisce in Germania e troviamo Ellen Allien, The Aparat, Monolake e tutta la scuola berlinese. Insomma se un festival vuole essere festival dell’elettronica dovrebbe un tantino allargare lo sguardo, magari volgendolo ai fermenti di quella Mitte Europa che non dista molto dal capoluogo friulano.
Simone Favaro
settembre 25, 2008