La Grande Guerra a teatro e in musica

Posted on marzo 20, 2008. Filed under: Teatro | Tag:, , , , , , , |

Lo spettacolo “Il Piave Mormorava”, ideato e messo in scena dal Teatro dei Pazzi è bello. Nonostante il tema, è pure divertente, portato avanti con una sorta di ironia amara. Poi c’è il Coro di San Donà di Piave che rende la parte musicale molto suggestiva. Detto questo, vorrei parlare di musica.Perchè “Il Piave mormorava” a me fa venire in mente soprattutto e solamente la canzoncina che mi hanno insegnato a scuola: ero così orgogliosa di ricordarne ancora oggi tutte le parole e invece, con una piccola ricerca su Internet vao a scoprire che la canzone è molto ma molto più lunfìga della semplice strofa che forse hanno insegnato un po’ a tutti.

Bene, dopo l’ultimo, soddisfacente grido “Non passa lo straniero”, il testo e la musica continuano… Non solo! Il titolo ufficiale della canzone non è neppure “Il Piave mormorava” ma … “La leggenda del Piave” che è un’appassionata rievocazione di quattro momenti drammatici della guerra illustrati da ciascuna strofa della canzone: la marcia dei soldati verso il fronte (quella che conosciamo tutti), la ritirata di Caporetto, la difesa del fronte sulle sponde del Piave e la vittoriosa offensiva finale.

Le vere, ultimissime, strofe finali della canzone secondo me sono molto più belle e significative del non passa lo straniero…  Sentiamo un po’…   Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento
Ahi quanta gente ha vista
venir giù lasciare il tetto
poi che il nemico irruppe a Caporetto
Profughi ovunque! Dai lontani monti
venivano a gremir tutti i suoi ponti
S’udiva allo dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l’onde:
come un singhiozzo in quell’autunno nero
Il Piave mormorò :
“Ritorna lo straniero!”
 E ritornò il nemico
per l’orgoglio e per la fame:
volea sfogare tutte le sue brame
vedeva il piano aprico
di lassù voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora
“No” disse il Piave “No” dissero i fanti
“Mai più il nemico faccia un passo avanti!”
Si vide il Piave rigonfiar le sponde!
E come i fanti combattevan l’onde
Rosso del sangue del nemico altero
Il Piave comandò:
“Indietro va straniero!”
 Indietreggiò il nemico
fino a Trieste, fino a Trento
e la Vittoria sciolse le ali al vento
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro, Battisti
L’onta cruenta e il secolare errore
infranse alfin l’italico valore
Sicure l’Alpi libere le sponde
E tacque il Piave: si placaron l’onde
Sul patrio suolo, vinti i torvi imperi
la pace non trovò
né oppressi né stranieri

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