Marco Paolini e i suoi Album

Posted on marzo 2, 2008. Filed under: Personaggi | Tag:, , , , , , |

Marco Paolini esce da dietro le quinte del piccolo teatro di Villa dei Leoni (Mira) come se la conferenza stampa fosse uno spettacolo.

Al centro del palco, sotto le luci, c’è una sedia ad aspettarlo. Si siede lì. E sorride. Sorride con quel suo modo ammiccante e sornione ad un pubblico un po’ strano.

Dall’altra parte – e non solo nel senso fisico del termine – ci siamo noi: i giornalisti. Rovesciati sulle poltroncine del teatro a smaltire un pranzo fatto, come al solito, di panini e caffè.

E poi è un fiume in piena.

Se lo scopo, come era scritto sull’invito arrivato in redazione, era quello di presentarci il nuovo spettacolo per La7 (gli Album d’Aprile), beh… Paolini sembra avere una sua personalissima idea su come fare.

Teatro in tv? Anche la tv è un luogo atipico per un attore. Giocarsela in tv è, di volta in volta, sempre diverso. Perché la tv è conservatrice, a suo modo: raggiunge pubblici diversi, ma sempre quelli, che vogliono sempre le stesse cose.

Per esempio, dopo che ho fatto “Vajont” (uno spettacolo di oltre 3 ore) ho scelto di portare gli “Album” a teatro: spettacoli molto più corti, di un’ora al massimo. Beh, la gente si è incazzata perché lo spettacolo era corto.

Eh si…Anche il teatro dopotutto è conservatore: se ti ripeti, rassicuri il pubblico, ma poi, come attore, si invecchia dentro. La mia strategia è di non fare mai 2 cose uguali. Per giocarmela al meglio cambio sempre qualcosa. Come succederà per La7. Ed è stato veramente così. Gli Album di Marco Paolini del 2008 sono stati davvero diversi e uguali allo stesso tempo. Il risultato di una ricerca autoriale e attoriale condotto “à la Paolini”. Questo è uno spettacolo in cui tiro abbastanza, tanto che ho dovuto ricominciare ad allenarmi.Tradurre in teatro quello che sento e penso è una sfida quotidiana. Questa volta mela sono giocata attraverso un riscaldamento di 10 spettacoli, in mezzo ai teatrini di provincia veneta. Riprendere in mano uno spettacolo vecchio per me significa rifarlo. Intanto c’è uno scopo diverso (per La7 l’occasione è quella di creare un traino per la trasmissione della partite del Rugby 6 Nazioni), poi è anche una scusa per rileggere il lavoro di una volta. E poi ora, per me, riattraversare quel periodo significa  immaginare una colonna sonora, in parte fatta da canzoni di quegli anni.Mai avrei pensato di essere io stesso a prendere tra le mani un Album, come un vero calendario dei ricordi, e sfogliarlo ancora.La prima volta che ho fatto gli Album, il criterio era raccontare storie di “20 anni prima”, ora di anni ne sono passati 35 per cui gli argomenti devono per forza essere diversi. Allora raccontavo di un paese che pensava di crescere ma è diventato vecchio senza passare per la maturità. A fine anni ’70 era un’Italia in cui si pensava potessero essere i centri sociali ad occupare il paese e invece, alla fine, sono state le banche.  

Intanto negli Album versione 2008 c’è infatti anche la musica. Cos’è la musica per Paolini?

Un modo di prendere le distanze, una scusa per trovare la voglia di fare.  

Infine l’ultima differenza: il set. Non un teatro qualunque, ma un locale. Mitico quanto suggestivo. Nel cuore della Pianura Padana.

La mia scelta di utilizzare per le dirette un luogo diverso da un teatro? A teatro il silenzio è pagato nel biglietto ma in certi luoghi non è così, ed è bello, da attori, conquistarselo.

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