Ferragosto, amico mio non ti conosco
All’alba di questa mattina di mezza estate mi è venuto in mente uno dei ricordi più belli che conservo della mia infanzia. Sapete quei ricordi che vi si appiccicano agli occhi come la scena di un film, nell’ora in cui la coscienza è un tutt’uno con il sogno, l’alba appunto?
Bene. In questo flash io ho 6 anni, è sera, sono in mezzo ad un prato tagliato di fresco pieno di stand: è una sagra. Giro la testa verso destra e sento la musica. E per tutta la mia infanzia, a parte le cassette di Bob Marley di mia madre e quelle di Paolo Conte di mio padre, “la musica” era Casadei. Per motivi geografici, principalmente (abitavo in Romagna). La scena si oscura, ed è come se diventassi sono un unico grande orecchio: c’è questa canzone che suona e la voce del Re Raoul che canta – combinazione? – “Sogno di Ferragosto”. Basta, solo questo.
Ma se qualcuno mi chiedesse di cantare, questa mattina, la canzone, sarei in grado di farlo a memoria.
FERRAGOSTO, AMICO MIO NON TI CONOSCO
(…) FERRAGOSTO, QUANDO COMINCIA L’AVVENTURA
FERRAGOSTO,GIRO LA PRUA VERSO IL MARE
MI VOGLIO SCALDARE MI VOGLIO BRUCIAR.
Una polka, se non ricordo male. Un ritmo che per me profuma di infanzia e libertà. Difficile descrivere l'invasione dei sensi quando un ricordo ti riporta via. Quello che ho aggiunto, attraverso gli anni, sono solo una manciata di informazioni in più che, tra l'altro, ora mi fanno sorridere: la canzone, composta ovviamente dallo stesso Raoul, è edita dalle Edizioni Simpatia. Bellissimo. Solo la Romagna è così.









Che ricordi questa canzone!
Parecchi “Agosti” di fine anni 80 trascorsi a Pescara, una radio locale (Radio Moulin Rouge) che all’ora di pranzo trasmetteva un programma di liscio con le stesse canzoni. Sempre quelle. Ma ogni volta che ripenso a quelle vacanze il pensiero va subito a questa canzone e a “Tutto Pepe” di Catellina-Pasi. E viceversa
Mik
Luglio 2, 2009